Il Settecento, appunti di storia

L'economia-mondo

Dal XV (15°) al XVII (17°) secolo le navi europee continuano a viaggiare tra l’Europa (centro) e gli altri continenti (America, Africa=periferie).

• A Ovest la Spagna ed il Portogallo arrivano nei territori dell’America del Sud.

• I Francesi, gli Olandesi e gli Inglesi arrivano nelle isole del mar dei Caraibi e sulle coste occidentali dell’America del Nord.

• A Est gli inglesi cominciano a commerciare con l’India e gli Olandesi con l’Indonesia.

L’economia si allarga e gli scambi commerciali adesso vengono fatti fra tutti i paesi del mondo.

L'economia-mondo prevede un centro economico e delle periferie.

Tutte le periferie aiutano a crescere con prodotti non presenti nel centro, dove sono presenti le attività commerciali superiori.

Il centro sono i paesi forti dal punto di vista economico, cioè dove ci sono le attività economiche importanti.

Nel centro ci sono le banche, gli uffici dei commerci internazionali e le direzioni delle industrie. Le periferie invece sono tanti paesi o continenti lontani dal centro che lavorano per produrre quello che serve al centro. Le periferie non guadagnano niente. Invece il centro prende i loro prodotti, li trasforma e li vende a tutto il mondo. Il centro diventa molto ricco e le periferie restano povere.

Nelle periferie la popolazione coltiva i prodotti che il centro vuole e non può produrre.

• Nel Cinquecento al centro dell’economia-mondo ci sono la Spagna ed il Portogallo.

• nel Seicento l’Inghilterra e l’Olanda occupano il loro posto.

• nel Settecento sci sarà anche la Francia.

 

La tratta degli schiavi

Dopo il 1650 la tratta degli schiavi si intensificò e cominciò a delinearsi un “commercio triangolare”, che coinvolse principalmente Inghilterra e Francia. Queste due davano all’Africa armi, alcool, stoffe e chincaglierie, dall’Africa venivano portati nelle Americhe schiavi e materie prime e poi dalle Americhe venivano portati in Europa tabacco, cotone, zucchero e caffè.

 

Esplorazioni

Gli europei sentivano il bisogno di ampliare le proprie conoscenze geografiche, quindi scoprire la forma delle coste, l’estensione e i confini dei continenti. Già nel Seicento erano state finanziate diverse spedizioni nei mari del Sud, che però risultarono infruttuose. Nel Settecento, invece, vi furono nuove spedizioni che questa volta furono più fruttuose. Queste spedizioni erano promosse da francesi, inglesi ed erano rese possibili grazie al coinvolgendo delle società scientifiche e ai progressi in campo navale, come calcolo più preciso di longitudine e latitudine e i miglioramenti dei sistemi navali.

In questo periodo è particolarmente noto e attivo James Cook che, incaricato dalla Royal Society compì tre viaggi nel Pacifico, raggiungendo Tahiti, la Nuova Zelanda, l’Alaska e le Hawaii, inoltre esplorò anche un tratto della costa orientale dell’Australia, dove negli ultimi anni del Settecento furono stabilite dagli inglesi delle colonie penali.

Per la Francia abbiamo Bougainville che circumnavigò il globo, toccando anche l’Australia. Scrisse del suo viaggio nel suo libro, Viaggio intorno al mondo.

Nello stesso periodo anche il danese Bering, in missione per lo zar di Russia, scoprì appunto lo stretto e l’isola che portano il suo nome. Anche lui, come Cook, fu uno dei primi a esplorare l’Alaska.

 

Il Portogallo e l'oro

In Portogallo fu scoperto il giacimento di Rio das Velhas e successivamente vennero scoperte diverse miniere aurifere, nel 1970 fu istituita una regione chiamata Minas Gerais (Miniere Generali). Il Brasile estese i propri confini, violando i confini stabiliti con la Spagna nel trattato di Tordesillas, Questi cambiamenti vennero riconosciuti dalla Spagna col trattato di Madrid che spostava i confini, inoltre la capitale passo da Bahia a Rio de Janeiro.

 

Accordi tra Portogallo e Spagna

Secondo gli accordi le zone spagnole dove sorgevano i reducciones, che erano centri di evangelizzazione degli indios gestiti dai gesuiti, dovevano passare al Portogallo. Gli indios si opposero e quindi vennero massacrati e i gesuiti cacciati.

Nel corso del Settecento vennero creati i vicereami della Nuova Granada e del Rio de la Plata, questi costituivano un prolungamento amministrativo della madrepatria. I creoli, figli degli immigrati spagnoli, cominciarono a volere l’autonomia nei confronti della Corona.

 

Nel Nord America

In America, con la creazione della Georgia, le colonie inglesi divennero tredici.

In Nord America la popolazione raddoppiò e questo portò alla nascita di nuove città: Filadelphia divenne la seconda città britannica più grande dopo Londra, importanti erano poi Boston e New York.

 

Un espansione difficoltosa in America

L’incremento demografico portò i coloni a spostarsi verso il centro dell’America e questo implicava scontri con le tribù autoctone. L’espansione fu anche frenata per via della natura selvaggia. La vita dei coloni voleva quindi dire continuo adattamento.

 

In Asia

I russi si espansero in Asia spostandosi sempre più ad est per intensificare la caccia agli animali da pelliccia, richiesti in Europa.

In Asia i funzionari delle campagne commerciali si erano limitati al controllo di avamposti strategici per controllare a distanza gli scambi commerciali con i mercati locali.

La presenza europea crebbe sempre di più. Gli inglesi cominciarono a insediarsi stabilmente intorno a Calcutta e i francesi stabilirono la propria capitale a Pondichéry.

 

Le guerre di successione

Lo Stato era considerato un bene personale del sovrano che veniva dato in eredità al successore designato. La successione diventata motivo di contese dinastiche, Le altre case regnanti si immischiavano e proponevano il proprio candidato o si schieravano con uno di questi.

Nel corso del 18° secolo vi furono dei contrasti riguardo a questo tema prima in Spagna, poi in Polonia e infine in Austria. A questi problemi si aggiungevano le mire egemoniche della Russia di Pietro I.

 

1a guerra di successione - Spagna

Carlo II di Spagna sarebbe morto senza eredi, Leopoldo I d’Austria e Luigi XIV di Francia miravano a spartirsi il territorio spagnolo. Per questa successione si erano candidati Giuseppe Ferdinando di Baviera (pronipote di Filippo IV che era stato re di Spagna), Filippo d’Angiò (nipote di Luigi XIV) e l’arciduca Carlo, figlio di Leopoldo I d’Asburgo. Alla fine Giuseppe morì e Carlo II dichiarò suo erede Filippo d’Angiò.

Il fatto che la Francia si fosse insediata nel continente fece reagire l’Austria, l’Inghilterra e le Province Unite che si unirono e dichiararono guerra a Luigi XIV. La Francia resistette agli attacchi per dieci anni ma alla fine si arrese, firmando i trattati di Utrecht e di Rastadt.

Questa pace segnò la fine dell’egemonia spagnola. Inghilterra e Scozia che si unirono, formando il Gran Bretagna, ottennero possedimenti coloniali francesi in Nord America e In Europa, Gibilterra e Minorca oltre a privilegi commerciali da Portogallo e Spagna, tra cui quello di poter mandare ogni anno una nave nelle colonie di Spagna e la concessione dell’asiento de negros, cioè il trasporto degli schiavi da Africa a America.

L’Austria prese i Paesi Bassi, Milano, i presidi toscani, Napoli e Sardegna.

Filippo V rimase re di Spagna ma non poté più influire sulla Corona francese.

Inoltre i ducati di Savoia e di Prussia-Brandeburgo vennero riconosciuti come regni.

La Russia di Pietro il Grande puntava a sovvertire gli equilibri politici nell’area del Baltico.

Per sconfiggere la Svezia di Carlo XII, la Russia si unì con Polonia e Danimarca e diede origine alla guerra del Nord. Inizialmente la Svezia era in vantaggio ma alla fine le forze della Russia sconfissero quelle di Carlo XII. In Polonia tornò quindi sul trono Augusto II di Sassonia.

Dopo la morte poi di Carlo XII la Svezia subì un’altra sconfitta e quindi sulle coste meridionali si insediò la Prussia-Brandeburgo e sulle coste orientali la Russia. Con la pace di Nystadt la Russia ottenne dalla Svezia la Livonia, l’Estonia, l’Ingria e una parte della Carelia. Tutto queste faceva sì che la Russia fosse riconosciuta come grande potenza.

 

2a guerra di successione – Polonia

La morte del re di Polonia Augusto II di Sassonia aprì un’altra guerra di successione. In Polonia il successore veniva scelto tramite una Dieta di nobili e questa era soggetta alle influenze esterne al paese. Stalislao Leszczynski era già stato prima re di Polonia e pretendeva di ritornarci come tale, grazie anche all’appoggio di Luigi XIV, visto che era sposato con sua figlia Maria, ma si dovette scontrare con Augusto III, figlio di Augusto II di Sassonia.

Iniziò quindi uno scontro militare, Francia e Inghilterra si unirono a Leszczynski, combattendo contro gli Asburgo. Cinque anni dopo, con la pace di Vienna giunsero a un accordo. Augusto III di Sassonia divenne re di Polonia e a Stanislao venne ceduto il regno di Lorena.

 

3a guerra di successione – Austria

Carlo VI d’Asburgo morì senza eredi maschi, quindi incominciò un altro conflitto internazionale.

Carlo VI aveva emesso la Pragmatica sanzione che permetteva a sua figlia Maria Teresa, seppur donna, di prendere le redini dell’impero, ma Francia, Spagna e Prussia si opposero e sostennero la candidatura di Carlo Alberto di Baviera. Ecco che incomincia un’altra guerra. Già da principio Maria Teresa era in svantaggio, anche se sostenuta dalla Gran Bretagna dovette lasciare la Slesia alla Prussia e Praga a Carlo Alberto di Baviera. Quest’ultimo si fece incoronare re di Boemia e del Sacro romano impero. Alla fine, Maria Teresa trattò una pace con la Prussia e riconobbe la Slesia a Federico II. Questo la portava ad avere come alleati Gran Bretagna, Province Unite e i Savoia.

La guerra finì con la pace di Aquisgrana nella quale Maria Teresa venne riconosciuta come legittima alla successione al trono d’Austria.

 

La guerra dei sette anni

Tutte queste guerre portarono a dei cambiamenti nelle alleanze. Gli Asburgo (Austria) si allearono con i Borbone di Francia e di Spagna e potevano contare sull’appoggio della Russia. Erano intimoriti dalla Prussia.

In India tra inglesi e francesi si era aperto uno scontro armato. In America settentrionale la Francia allargò i suoi insediamenti nella valle del Mississipi, chiudendo l’accesso agli inglesi.

Gli scontri tra Francia e Inghilterra e tra Austria e Prussia portarono principalmente alla guerra dei sette anni, che coinvolse tutto il mondo.

La Gran Bretagna si ora dunque unita alla Prussia e la Francia con l’Austria e la Russia.

In Europa il primo a muoversi fu Federico II di Prussia, che però fu sconfitto e dovette subire l’occupazione di Berlino.

In America invece furono gli inglesi a iniziare, i francesi avevano la guardia abbassata così la Gran Bretagna prese possesso del Canada e della valle dell’Ohio, in seguito occuparono anche Cuba e la Florida, fino ad arrivare alle Filippine.

In India, a Plassey un esercito inglese sconfisse il sovrano del Bengala, regione più grande e ricca, e così la Francia si arrese. La Gran Bretagna prese quindi Pondichéry togliendo i francesi dall’India.

Nel 1763 a Hubertusburg fu sancita la pace tra Austria e Prussia, e a Parigi quella tra Gran Bretagna e Francia.

I francesi furono costretti a d andarsene anche dall’America settentrionale e gli inglesi divennero la prima potenza coloniale al mondo. La Prussia invece era la prima potenza militare.

 

La crescita demografica

Durante il Settecento vi fu una rivoluzione demografica favorita dal calo di mortalità, dalla scomparsa della peste nell’Europa occidentale e dai progressi in medicina, ad esempio le malattie infettive iniziarono a essere curate con nuovi metodi (l’inoculazione per il vaiolo).

Inoltre la crescita fu anche favorita da l’attenuazione delle carestie, che non scomparirono, ma provocarono meno vittime. Vennero introdotte nuove colture dall’America, il mais e la patata (polenta).

 

Agricoltura, manifattura e finanza

L’aristocrazia fondiaria era poco propensa a investire e vi erano aree rurali caratterizzate da un frazionamento della proprietà terriera. In Europa nordorientale e in Russia la situazione era arretrata, si continuavano a usare sistemi di conduzione del tutto arcaici e le condizioni di vita dei contadini erano pesanti.

In Inghilterra si diffondeva la mentalità da imprenditore e la proprietà era in ricomposizione.

L’unione di diversi terreni avvenne grazie alle recinzioni (enclosures). Ovviamente bisognava potersele permettere queste recinzioni quindi furono i ricchi ad usarle a loro vantaggio. Su questi territori si poteva praticare un agricoltura intensiva.

Nel settore dell’artigianato continuava a prevalere l’attività nelle botteghe cittadine, dove gli specialisti realizzavano manufatti di piccole dimensioni. La maggioranza degli artigiani apparteneva alle corporazioni, ovvero associazioni di maestri di bottega e artigiani di uno stesso settore.

L’espansione del commercio internazionale portò a richieste di finanziamenti per spedizioni internazionali. Vennero quindi utilizzate le lettere di scambio. Con queste per esempio, un mercante torinese poteva partecipare a una spedizione olandese in India solamente girando le lettere alla compagna che la organizzava. Questo faceva si che non si dovesse portare con se del denaro materiale.

In Olanda, Francia e Inghilterra furono prolungate leggi sulla negoziabilità dei titoli, che diventarono così delle cambiali.

SI sviluppano anche le borse che diventarono i luoghi dove venivano negoziati i titoli. Ad Amsterdam era sorta nel Seicento la prima banca che convertiva i vari tipi di monete i una standard. Su esempio di Amsterdam vennero fondate in giro per il mondo altre banche pubbliche.

 

L’ Ancien régime

La società di Antico regime era strutturata in tre ordini o ceti, clero e nobiltà al vertice e in seguito il resto della popolazione, borghesi, commercianti e contadini (detto terzo stato). Se appartenevi al clero o alla nobiltà avevi privilegi giuridici e fiscali. La posizione sociale era data dalla nascita o dalla funzione ricoperta, questo faceva si che una persona non fosse troppo libera nelle sue azioni.

Iniziò inoltre ad affermarsi la borghesia, tramite l’acquisto di terre, uffici pubblici o titoli nobiliari, voleva salire nella scala sociale.

 

L’illuminismo

Questo mirava a “illuminare” le menti degli uomini con un nuovo tipo di conoscenza fondato sulla ragione e sul metodo scientifico.

Il Settecento fu denominato proprio il “Secolo dei lumi”. Gli illuministi sostenevano idee di uguaglianza, giustizia, libertà di pensiero e di religione, in contrapposizione al rigore dettato dalla chiesa e dai sovrani assoluti. Sostenevano anche la necessità di applicare un atteggiamento di libertà all’economia, perché ognuno fosse libero di esercitare la professione scelta senza limitazioni, libero di produrre e di commerciare entro il proprio paese o all’estero. Le idee di libertà introdotte dall’illuminismo portarono in breve ad una trasformazione dell’economia e gettarono le basi della rivoluzione industriale.

L’interesse si sposta da Dio e la teologia al mondo terreno e l’essere umano.

L’illuminismo ha le sue radici in Inghilterra ma si sviluppa al massimo in Francia dove troviamo autori come d’Alembert, Diderot, Montesquieu e Rousseau, Voltaire.

 

Locke

Dice che la ragione è la guida delle azioni umane e sostituisce l’empirismo all’innatismo. Quindi tutto si basa sulla realtà, sulla scienza e non su concetti prefissati.

 

L’illuminismo porta molta tolleranza religiosa poiché va contro il dogmatismo religioso che secondo loro porta a fanatismo e intolleranza.

 

Deismo

Si sviluppa il deismo, una specie di modifica della religione. Secondo gli illuministi anche la religione fa sottoposta a un principio razionale e Dio va visto non come dio dei teologi ma come creatore dell’ordine universale e regolatore dell’universo. Il deismo è anche sfociato in forme di ateismo.

 

Politica

L’illuminismo propone diverse riforme, come l’istruzione elementare obbligatoria, la tolleranza religiosa, cercare di limitare i privilegi del clero e dell’aristocrazia. Infatti nel settecento c’è anche il dispotismo illuminato. Dove i sovrani sono illuminati, ovvero si fanno consigliare da illuministi, questo era per avere un giudizio razionale e quindi anche avere l’appoggio del popolo.

 

Montesquieu

Montesquieu pubblicò nel 1748 un’importante opera intitolata De l'esprit de lois (“Lo spirito delle leggi”), nella quale esaminava le forme di governo susseguitesi nella Storia e sosteneva l’inesistenza di un modello politico ugualmente valido per tutti i popoli. Montesquieu affermò che l’autorità di uno Stato si fonda sostanzialmente su tre diversi poteri:

  • il potere legislativo al parlamento, cioè stabilire leggi valide per tutti i cittadini;

  • il potere esecutivo al governo, governare e agire in nome e per conto dello Stato;

  • il potere giudiziario alla magistratura, applicare le leggi per risolvere controversie tra i cittadini e punire atti illegali.

Montesquieu illustrò, inoltre, il principio della separazione dei poteri (valido ancora oggi), ossia la preferibilità di assegnare i tre principali poteri governativi a diverse persone o organismi, così che tutti si controllino a vicenda e nessuno possa abusare del proprio ruolo.

Voltaire ritenne ammissibile anche il governo di un sovrano autoritario, purché questi si mostrasse favorevole al progresso e usasse il proprio potere a beneficio dei cittadini, difendendo gli interessi della borghesia imprenditoriale contro la nobiltà feudale.

Rousseau

La storia era positiva perché l’uomo arrivava dall’essere un primitivo alla conoscenza. Rousseau individuava la salvezza dell’uomo nell’uomo primitivo, secondo lui con l’evoluzione si è portato l’uomo a odiare il prossimo, a sovrastarlo. Per lui, in una società che funzioni, l’uomo non deve sopraffarsi al prossimo ma deve creare una comunità. Rousseau delineò nel suo Contratto sociale l’idea di un vero Stato democratico. Secondo Rousseau lo Stato è il prodotto di un patto tra i suoi cittadini, che ritengono conveniente riunirsi in un’unica entità, ma desiderano conservare la loro libertà e uguaglianza. In pratica, il potere politico appartiene al popolo; chi governa lo fa esclusivamente per mandato di quest’ultimo e a quest’ultimo spetta l’approvazione delle leggi. Poiché, poi, tutti gli uomini sono uguali e la legge corrisponde alla volontà generale, essa deve trattare tutti i cittadini allo stesso modo: tutti, cioè, sono uguali di fronte alla legge.

L’opera di Rousseau riscosse un enorme successo in Europa ed influenzò sia la Costituzione degli Stati Uniti d’America, sia i principi della Rivoluzione francese.

L’ Enciclopedia

La convinzione che la diffusione del sapere fosse indispensabile per il progresso dell’umanità portò molti illuministi a raccogliersi intorno al progetto, ideato a Parigi da Denis Diderot e Jean-Baptiste D’Alembert, di pubblicare un’Enciclopedia che raccogliesse tutte le conoscenze umane. Con oltre 60.000 voci relative a tutti i campi del sapere, l’Enciclopedia non si occupava solo della cultura teorica, ma anche della cultura pratica derivata dall’esperienza di artigiani, tecnici e operai.
 

Kant – Cos’è l’illuminismo?

L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo Stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l'incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell'illuminismo.

“ragione e libertà sono inscindibili” quindi se l’uomo è in grado di ragionare non ha bisogno di Dio che lo guidi.

Gli illuminismo pensano che tutto debba essere dimostrato in modo scientifico e quindi se Dio non era dimostrabile non si poteva affermare che esistesse. Questo è anche uno dei motivi per cui molti illuministi erano atei.

Beccaria e l’accademia dei pugni + il caffè

A Milano il centro dell'illuminismo è l'Accademia dei pugni, gruppo di intellettuali che diede vita al giornale "Il Caffè". La figura più importante di questo gruppo e Cesare Beccaria, noto per il suo trattato Dei delitti e delle pene dove Individua i fondamenti del diritto penale moderno. Beccaria condannò la tortura e fu il primo in Europa a chiedere L'abolizione della pena di morte.

Per Beccaria la pena di morte è valida solo quando un detenuto può influenzare altri a commettere reati e in nessun altro caso è giusta. In alternativa propone un percorso di lavori forzati, più utili rispetto a una pena intensa ma troppo veloce e semplice come la morte.
 

Nascita della Stampa

Nel 700 nasce anche il giornalismo moderno. fin dalla metà del Seicento le gazzette, prima mensili poi settimanali poi quotidiani sono gli organi di informazione principali. Famoso a Londra è "The spectator" di Joseph Addison, da questo si ispireranno poi per il caffè.

La nascita del giornalismo contribuisce alla formazione dell'opinione pubblica. Le idee si diffondono dai salotti aristocratici ai club, alle tea-houses e alle coffee-houses. Viene promossa la cultura illuminista.

La massoneria era un'associazione segreta nata tra il XVI e il XVII secolo. L'adesione alla massoneria avveniva attraverso un rito di iniziazione, fondato sul giuramento e sul Segreto. Una società massonica era anche chiamata Loggia, questa aveva una propria Costituzione, con regolamenti, riti e scopi specifici. Dalla metà del Settecento la massoneria puntava alla rigenerazione morale della società.

Gli illuministi utilizzavano spesso il saggio e il pamphlet, si servivano poi del romanzo breve e del racconto.

Gli illuministi, che volevano diffondere la conoscenza, incontrarono degli ostacoli come l'analfabetismo e l'ostilità del clero. Il ceto mercantile rimase quindi piuttosto estraneo ai dibattiti culturali che avvenivano.

Scienza

In campo scientifico venne provata sperimentalmente la teoria della gravitazione universale. William Herschel grazie all'esplorazione dei cieli scoprì Urano, inoltre si arrivo a mappare oltre 10.000 stelle.

In chimica si isolarono una certa varietà di elementi. Lavoisier riuscì a isolare l'ossigeno e scopri i tre stati della materia: solido, fluido e aeriforme. Introdusse anche la misurazione del peso specifico ed elaborò il principio della conservazione della massa. Dimostrò anche la natura composita dell'acqua, quindi che fosse composta da idrogeno e ossigeno.

In biologia Linneo descrisse e classificò le forme viventi. I naturalisti riconobbero i fossili come resti di vegetali o animali vissuti nel passato. Inoltre venne messa in dubbio la "geologia biblica". Si sviluppo il metodo basato sulla critica delle fonti, Ludovico Antonio Muratori valutò la loro autenticità e attendibilità. A Ercolano e a Pompei iniziarono sistematiche campagne di scavi. L'archeologia diventa una scienza: lo studio e L'analisi dei monumenti e dei reperti.

Il dispotismo illuminato

Tutti i sovrani illuminati istituirono un catasto. Questo perché i contadini non potevano pagare come i ricchi. Per i ricchi va bene per i poveri è un problema. Essendo il catasto il posto dove si registravano i beni dei singoli, si facevano tasse su misura.

Alcuni importanti sovrani europei, tra cui Maria Teresa e Giuseppe II d’Asburgo, Federico II in Prussia e Caterina II in Russia, influenzati dalle idee illuministe, diedero vita nei rispettivi stati a un’efficace riformismo, originando una fase di trasformazioni politiche e sociali chiamata dispotismo illuminato (o assolutismo illuminato). Tale ispirazione portò i sovrani coinvolti ad ammodernare la burocrazia e l’amministrazione della giustizia, a creare un sistema scolastico pubblico, a introdurre elementi di tolleranza religiosa e di libertà di opinione e ad adottare misure di liberalizzazione dell’economia. I loro regni ne ottennero benessere e maggior prestigio politico.
Tuttavia, le idee illuministe non arrivarono a modificare il potere stesso dei sovrani, i quali imposero le riforme dall’alto senza cercare il consenso delle nuove classi sociali. Così facendo rafforzarono ulteriormente i regimi assolutistici di cui erano i capi: molti importanti problemi del tempo rimasero insoluti e la nobiltà conservò i propri privilegi rispetto alla borghesia.
 

Si arrivò all'abolizione della tortura e della pena di morte. Venne creato il catasto dove veniva valutata l'effettiva ricchezza mobiliare e immobiliare dei sudditi. Nell'ambito della politica ecclesiastica gli obiettivi dei sovrani furono la riduzione dei privilegi del clero e il ridimensionamento del ruolo istituzionale della Chiesa Cattolica. Viene abolita la manomorta, il diritto di proprietà perpetuo connesso ai beni ecclesiastici esenti da imposte. Fu abolita la Compagnia di Gesù, questo era un un sistema istituzionale molto potente in campo educativo, politico ed economico. I gesuiti gestivano il sistema scolastico che formava le classi dirigenti. In politica gli affari politici di Stato erano condizionati dalle direttive papali. In campo economico invece la compagnia di Gesù disponeva di un ricchissimo patrimonio. I gesuiti furono cacciati da Francia, Portogallo, Spagna e Regno di Napoli così Papa Clemente XIV decise di sciogliere la compagnia. Nella seconda metà del XVIII secolo l'istruzione divenne obbligatoria.
 

L’ascesa della Prussia e Federico II

Nella Prussia-Brandeburgo Filippo I di Prussia, figlio di Federico Guglielmo di Hohenzollern, soprannominato il “re sergente” fece dell'esercito il centro della vita del paese.

Nel 1733 introdusse il sistema di coscrizione obbligatoria. Assunse la direzione dell'esercito, i cui i generali venivano per lo più dai Junker, aristocrazia Fondiaria. Il sistema fiscale fu riorganizzato introducendo due tasse, la contribuzione e l'incisa. Federico diede un'impronta burocratico-amministrativa di stampo militare. Al fine di assicurarsi il reclutamento e l'approvvigionamento dell'esercito, la monarchia affidò la direzione delle città a commissari regi, nelle campagne a commissari scelti trai junker.

Nel 1740 salì al trono di Prussia Federico II che stabilì uno stretto contatto con i più noti illuministi. E' infatti noto per essere un sovrano illuminato.

Enrico II fece attenzione a rafforzare l'esercito, già uno dei più efficienti d'Europa. Come il padre, sia avvalse della collaborazione dei junker come dirigenti e proseguì nell'azione di migliorare l'efficienza della burocrazia del sistema fiscale. Proprio per questo motivo fece istituire le carte della licenza camerale. Venne quindi affermandosi un senso di appartenenza alla comunità nazionale prussiana. Da un lato Federico II era meritevole della fama di sovrano riformatore, dall'altro però tante delle sue decisioni di governo ebbero come unico scopo il rafforzamento dello Stato. La struttura sociale rimase di stampo tradizionale e rigorosamente gerarchica. I contadini pur potendo avvalersi dell'istruzione elementare obbligatoria, continuarono a fornire uomini per le campagne militari e a sostenere il pagamento delle tasse.
 

Maria Teresa

Nel 1040 anche Maria Teresa salì al trono. Questo portò dei cambiamenti nei territori degli Asburgo, in particolare in Austria, in Boemia e nei domini italiani. Maria puntò al miglioramento dell'efficienza della burocrazia e al consolidamento delle finanze dello Stato. La nobiltà e il clero vennero chiamati per contribuire in maniera più sostanziosa al gettito fiscale, per esempio il censimento catastale della proprietà. Nel 1771 fu concesso ai contadini di diventare proprietari delle terre pagando un riscatto. Ai nobili vennero dati incarichi più alti dell'amministrazione e dell'esercito. L'istruzione elementare divenne obbligatorie e in ogni parrocchia venne istituita una scuola statale. Il figlio di Maria Teresa, Giuseppe II continuò sulla pista della madre.
 

Giuseppe II

Giuseppe II si distinse per i provvedimenti in campo ecclesiastico, diversi ordini religiosi vennero soppressi e i beni ecclesiastici vennero incamerati dalle finanze dello Stato e il guadagno servì a pagare i debiti di guerra e a stipendiare il clero. Giuseppe II dimostrò un atteggiamento di tolleranza religiosa. Introdusse la possibilità del matrimonio civile e del divorzio. Prosegui poi nella riorganizzazione delle strutture amministrative dello Stato, aprendole a nuovi ceti sociali in base al merito. Il sistema di prelievo fiscale divenne centralizzato e la coscrizione divenne obbligatoria, la servitù della gleba viene abolita. L'attività di riforma di Giuseppe II prende il nome di "giuseppinismo". Venne quindi data una nuova connotazione al dispotismo illuminato che si tradusse in un pieno riconoscimento dei diritti dei sudditi. Il consenso al sovrano è del popolo.
 

Caterina II - Russia

Nel 1762 la moglie di Pietro III Caterina II, prese il potere con un colpo di Stato, assassinando il marito e prese la guida dell'impero con il nome di Caterina II, era una sovrana illuminista. Innanzitutto si impegnò a smantellare il grande patrimonio fondiario della chiesa ortodossa, anche per riprendere le spese per la partecipazione della Russia alla guerra dei sette anni. Decretò poi la confisca delle proprietà ecclesiastiche e trasformò il clero russo in un corpo di sacerdoti stipendiati dallo Stato. Nel 1773 scoppiò una rivolta di contadini sotto la guida di Pugacev, durante la quale diversi nobili furono uccisi. Caterina II rispose con l'intervento dell'esercito Imperiale che represse la ribellione e fece uccidere Pugacev. Ribadì la servitù dei contadini e rese più capillare il controllo del territorio. Agli aristocratici fece diverse agevolazioni e concessioni formalizzate nella "carta della nobiltà", che li asteneva dal servizio militare e dal pagamento delle tasse, garantiva loro totale organizzazione sugli uomini e sulle terre di cui essi erano proprietari e attribuiva loro compiti di amministrazione locale. Illuministi come Voltaire e Diderot con i quali Caterina ebbe dei rapporti, giudicavano impossibile il compito di governare la società russa senza l'appoggio dei nobili. In campo sociale Caterina introdusse l'istruzione elementare statale e gratuita e concesse alcune limitate garanzie in materia di libertà di stampa.

 

Spagna e Borboni

Durante il regno di Filippo V, nipote di Luigi XIV, che aveva inaugurato dinastia dei Borboni in Spagna, iniziò un processo di centralizzazione amministrativa. il figlio di Filippo V, Ferdinando VI, proseguì su questa strada. Il colpo decisivo venne però da Carlo III di Borbone che, salito sul trono dopo essere stato Re di Napoli nel 1738, detto una serie di riforme per rimettere a posto lo Stato. Limitò il potere ecclesiastico, ridimensionò i privilegi del clero e della nobiltà e fece censire la proprietà attraverso un catasto introducendo un imposta sul reddito, quindi venne creata una rete capillare di funzionari che si controllavano a vicenda. Carlo volle rilanciare anche l'agricoltura. Nel 1770 decretò la divisione delle terre comuni, nacquero le fattorie. Incentivò l'attività manifatturiera e sostenne lo sviluppo del commercio.
 

Portogallo

In Portogallo le riforme attuate durante il regno di Giuseppe I di Baganza dal ministro plenipotenziario Sebastiao José de Carvalho, marchese di Pombal furono di breve durata.

In quel periodo un avvenimento importante fu la ricostruzione di Lisbona dopo il terremoto che divenne un modello di città illuminista.